
Salernitana-Lecce 1-1: da ieri sera la squadra di Castori non è più capolista in Serie B – a vantaggio invece dell’Empoli che va a quota 25 grazie alla vittoria di misura sulla Cremonese. Dopo anche la debacle di Brescia, in casa granata sembrerebbe dunque crollare un castello di carte costruito nelle prime 10 giornate.
Tuttavia, il day-after porta a fare delle riflessioni necessarie. In primis sulla partita disputata all’Arechi. Il turno infrasettimanale obbliga da sempre gli allenatori a fare anche solo un minimo di turnazione. Lo stesso Castori in conferenza stampa ha motivato le sue scelte, rispondendo a tono a chi gli imputava di aver ritardato gli ingressi di Djuric e Kupisz, i veri e propri stakanovisti di questa squadra, a cui serviva riprendere fiato.
Se poi alla formazione rimaneggiata si aggiungono anche l’assenza di Di Tacchio per squalifica e i problemi fisici di Schiavone, vien da dire che il pareggio con il Lecce – al di là delle possibili recriminazioni arbitrali – è un punto guadagnato.
In molti frangenti della partita, i pugliesi hanno infatti manifestato sul campo la loro superiorità, frutto ovviamente della qualità della rosa a disposizione di Corini (a cui vanno i migliori auguri di pronta guarigione). Il rigore di Mancosu ha messo in equilibrio una partita giocata comunque con grande spirito di sacrificio e dedizione da parte della Salernitana. Quel che più convince dei granata è proprio la compattezza, che però resiste finché può, soprattutto quando di fronte si hanno giocatori titolari anche lo scorso anno in Serie A.
E forse è proprio questo l’aspetto principale: il Covid ha impedito alle società di fare grandi cessioni, per cui anche calciatori di livello si ritrovano attualmente nelle stesse squadre con cui sono retrocesse in cadetteria. Per fare degli esempi, si pensi a Di Francesco e Castro della SPAL, oppure a Torregrossa e Spalek del Brescia.
Ecco che allora si comprende appieno quanto questa stagione sia livellata verso l’alto, con moltissime squadre potenzialmente proiettate in zona promozione. La Salernitana ad inizio anno aveva sicuramente prefissato l’obiettivo dei play-off, per proseguire e migliorare il cammino dello sorso anno, ma di sicuro nessuno avrebbe mai puntato ad un primato costante per l’intero campionato.
Le ultime due uscite granata, seppur abbiano dimostrato un’ottima predisposizione della squadra al sacrificio, devono quindi far ricalibrare le aspettative, così che si possa intendere questo pareggio con il Lecce come un gran risultato, contro una delle favorite per la promozione.
E se lo stesso Mancosu, ben conscio dell’alto livello di difficoltà di questo campionato, commenta il pari a Salerno come “un punto guadagnato più che due punti persi”, significherà qualcosa.

Redattore, inviato, conduttore, telecronista.
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